Vendemmia 2017

Pierluigi Alberio (agronomo) e Luca Biffi (enologo) ci raccontano tutti i dettagli della particolare ed insolita vendemmia 2017…

Vendemmia 2017

Pierluigi Alberio (Agronomo) e Luca Biffi (Enologo) ci raccontano tutti i dettagli della particolare ed insolita vendemmia 2017.

L’annata 2017 è iniziata tutta in salita: la gelata del 23 aprile, che ha colpito sia il territorio cantonale che quello nazionale, ha portato ad avere una vendemmia con una quantità inferiore di uva. Durante l’arco dell’anno la meteo è stata abbastanza regolare con precipitazioni non troppo frequenti. Questo ha favorito una pressione relativamente bassa delle malattie crittogamiche quali oidio e peronospora.

Purtroppo nel mese di agosto vari vigneti nel Locarnese, Luganese e Mendrisiotto sono stati colpiti da una forte e inaspettata grandinata che ha compromesso la superficie fogliare delle vigne non protette dalla rete antigrandine. Nei nostri vigneti per fortuna tale protezione era presente per cui l’apparato fogliare ha potuto apportare tutto il saccarosio prodotto con la fotosintesi nelle uve.

Durante le ultime fasi fenologiche la vite era molto in anticipo e questo ha fatto sì che la vendemmia bussasse alle porte precocemente. È stata un’annata flash dove la maturazione zuccherina era molto più in avanti di quella fenolica e aromatica. I viticoltori che hanno saputo attendere e non precipitarsi nel vendemmiare nelle prime settimane di settembre, hanno sicuramente raccolte delle uve di ottima qualità. I nostri Cru per esempio sono stati raccolti a fine settembre.

Concludendo è stata un’annata molto particolare ed insolita, in parte condizionata da eventi atmosferici non prevedibili, che ha portato ad avere meno quantità. Grazie alla precocità dell’annata e i bei mesi di agosto e settembre le uve hanno potuto comunque raggiungere una buona maturazione.
Per quanto riguarda la vinificazione delle uve, possiamo dividere le vendemmia in due fasi: prima delle piogge e dopo le piogge di metà settembre.

Ad inizio settembre le uve avevano un rapporto squilibrato tra maturazione tecnologica (zuccheri e acidità) e maturazione fenolica. Avendo fatto molto caldo ad agosto, le uve avevano molti zuccheri, bassa acidità, mentre i tannini non erano ancora ad un ottimo grado di maturazione.

Su queste uve rosse abbiamo effettuato delle macerazioni corte di 7-12 giorni per evitare l’estrazione di tannini con aromi verdi e/o vegetali e puntando tutto sulle caratteristiche fruttate. Sicuramente ne ha tratto vantaggio il Merlot che abbiamo vinificato in bianco. Nella seconda fase, invece, abbiamo ricevuto in cantina uve con un ottimo equilibrio tra zuccheri, acidità e maturazione fenolica.

Nel complesso i vini bianchi dell’annata 2017 (compreso il Bianco di Merlot) hanno un carattere fresco, fruttato, intenso e, soprattutto per Sauvignon Blanc e Viognier, la mineralità è ben presente. Lo Chardonnay quest’anno ha prodotto veramente poco, si parla di perdite in vigna rispetto agli anni passati del 30-50% a causa delle gelate primaverili. Ma come sempre, poca quantità è sinonimo di alta qualità!

Per quanto riguarda i vini rossi, soprattutto per i nostri CRU (Castelrotto, Comano, Costamagna e Porza,) la scelta di aspettare a vendemmiare ha migliorato l’equilibrio dei polifenoli ed abbiamo ottenuto dei vini rossi strutturati che andranno subito in barriques per poter affinare al meglio la loro potenza tannica. Anche in questo caso la quantità è stata bassa, ma l’eccellente qualità ci fa pensare a grandi vini da invecchiamento.


Pierluigi Alberio
, agronomo
Luca Biffi, enologo